I tassi di interesse

Di primaria importanza quando si deve stipulare un contratto di mutuo, è la valutazione della tipologia di tasso di interesse. Questo deve essere segnalato in punti percentuali su base annua e si presenta sotto diverse forme. Vediamole insieme.

Innanzitutto abbiamo il tasso fisso, determinato dalla somma tra IRS (indice di riferimento per quanto riguarda proprio i tassi fissi) e spread (ossia il margine di guadagno dell’ente finanziatore). Questa tipologia di tasso rappresenta una certezza in quanto il mutuatario conosce fin dall’inizio l’ammontare della rata che verserà durante tutto il piano di ammortamento. Il tasso fisso, proprio per questo aspetto, dà la possibilità di verificare agevolmente se l’importo addebitato dall’ente erogatore sul conto corrente del cliente è corretta o meno.

Parallelamente, esiste il tasso variabile con il quale, al contrario, l’importo della rata può cambiare anche più volte durante il piano di ammortamento. In questo caso parliamo della somma tra Euribor (l’indice di riferimento proprio dei tassi variabili) e spread. Il tasso fisso e quello variabile sono le due tipologie più diffuse, quelle tradizionali; ma il mercato offre anche altre possibilità.

Il tasso misto o flessibile dà vita a mutui ben distinti temporalmente: in genere questi finanziamenti presentano infatti un primo periodo caratterizzato da un tasso fisso molto basso, seguito da un periodo a tasso variabile.

I mutui a tasso variabile con cap (il cosiddetto “tetto massimo”) prevedono un tasso variabile che non può eccedere una specifica soglia, stabilita da contratto. Nei finanziamenti a tasso variabile a rata costante, invece, gli incrementi dell’indice di riferimento non gravano sull’ammontare delle singole rate ma sul numero complessivo di esse: se il tasso cresce, cresce esclusivamente il numero delle rate indispensabili ad estinguere il piano di ammortamento.

Il tasso variabile offset permette di collegare il mutuo alla giacenza media del conto corrente attivo presso lo stesso ente finanziatore e di avvantaggiarsi di una diminuzione della quota di interessi. Mensilmente la rata viene determinata in base alla differenza tra il capitale residuo da ripagare e la giacenza.

Fonte: monetizzare.com

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